[by Paolo Rebecchi]

 

Le Fiere, banchi d’assaggio o varie manifestazioni inerenti il mondo del vino sono ormai tante in tutta Italia e per tutto l’anno e, quasi come conseguenza, non tutte si possono definire imperdibili.

Sicuramente imperdibile è l’evento tenutosi lo scorso fine settimana a Montecatini Terme ovvero la presentazione della Guida Slow Wine 2019 con relativo banco d’assaggio di vini proposti da oltre 500 aziende tra quelle presenti nella guida.

Imperdibile per una serie di ragioni.

Innanzi tutto la location: aggirarsi negli ambienti delle Terme del Tettuccio di Montecatini suscita sempre un forte fascino anche se, per una volta, non sono le acque il centro d’attrazione. L’architettura, i meravigliosi dettagli liberty ed il parco sono un valore aggiunto inconfutabile.

L’organizzazione non mostra pecche evidenti ed il servizio è assicurato da sommelier Fisar professionali e preparati oppure direttamente da un numero cospicuo di produttori al fine di dare al pubblico un’idea abbastanza chiara di ciò che viene proposto.
Motivo imprescindibile é, ovviamente, la qualità del vino e qui siamo ai massimi livelli nazionali (e sloveni). Infatti quasi un terzo delle 1957 aziende recensite nella Guida erano presenti alternandosi storici marchi di fama internazionale a piccole realtà emergenti anche biologiche, biodinamiche o con viticoltura sostenibile nel pieno rispetto della filosofia Slow Wine nell’affiancare qualità oggettive all’attenzione verso l’ambiente indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda; filosofia che fa di questa guida un punto di riferimento serio e completo anche per l’appassionato più esigente.

Anche Menu Digitali ha sempre condiviso questa filosofia ma, per una volta, ci siamo fatti tentare dalla presenza di tanto ben di Dio cogliendo l’occasione per assaggiare o riassaggiare chicche storiche così golosamente alla portata trascurando produttori meno noti o totalmente da scoprire promettendoci di colmare le tante lacune alle prossime occasioni. Abbiamo trascurato altresì i tanti amici produttori dell’Emilia Romagna rallegrandoci però per la loro nutrita presenza. In genere le aziende avevano da proporre un paio dei loro prodotti e non tutti presentavano i propri cavalli di battaglia (ma qualcuno sì), a volte bottiglie importanti apparivano ancora troppo giovani e le loro caratteristiche risultavano solo intuibili ma, in generale, si è bevuto davvero benissimo in questa specie di Vinitaly assai più piccolo ma più concentrato come qualità, meno caotico e più conviviale.

Si rientra col solito rammarico per tutto ciò che non si è riuscito ad assaggiare ma con la consapevolezza di aver trascorso una splendida giornata e con la voglia di leggere la Guida 2019 fino ad impararla a memoria.

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